Category: letture


Non lo sapevo

Quello appean trascorso era stato un anno di tristezza.. e l’anno dei “non lo sapevo”…
Un anno fa mio marito è morto.. si occupava lui di tutto.
Ho scoperto quanto era cara la mia assicurazione sulla vita… non lo sapevo
Ho scoperto che la mia assicurazione sulla vita… non era eterna.. ma aveva una scandenza… non lo sapevo
ho scoperto quando costano le verdure… non lo sapevo..
ho scoperto quando costano la carne… non lo sapevo..

Un anno triste, un anno durante il quale non mi ero mai ripresa… per la verdura mi sono fatta un orticello.. per la carne ho deciso di prendere un piccolo congelatore e di comprarne in quantità cosi’ da risparmiare..

Quanto costano gli elettrodomestici.. non lo sapevo..

Ho fatto portare il congelatore a casa.. l’ho messo nel garage.. e l’ometto delle consegne mi dice che è un apaprecchio potente e di far valutare l’impianto e le prese di corrente per non far saltare dei fusibili..
Non mi intendo di elettricità, ma di fusibili si.. l’impianto elettrico di casa nostra era stato progettato da un pazzo ed i fusibili saltavano di continuo.
Valutato ad occhio che le prese fossero tutte a posto.. non mi andava di chiamare nessuno.. attacco il mio congelatore e sento un leggero ronzio.. sembra andare.. allora soddisfatta delle mie valutazioni esco dal garage e mentre mi dirigo verso casa vedo l’oscurità avvolgermi.. nessuna luce.. neanche piccola.. tutto è irrealmente buio.. subitro mi faccio prendere dal panico “cosa ho fatto???” corro subito in casa inciampando piu’ volte.. accendo la vecchia radio a pile.. sento le sirene della polizia.. già immagino i titoli “presa signora ed il suo congelatore”.
Accendo la radio e sento che un ubriaco ha sfondato con l’auto la centralina elettrica del quartiere… un senso generale di leggerezza si impadronisce di me e finisco anche con il ridere..
Per la prima volta in un anno ho riscoperto di avere dell’umorismo.. in fondo avevo appena credudo di aver oscurato la città.
Mentre mi rendevo conto di non aver poi tutto questo potere ho sentito la vita rifluire in me ed ho sentito in me la voglia di ritornare a ridere.

Linda Marin, Middletown
(citato a memoria da “Ho creduto che mio padre fosse Dio” )

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L’albero dei regali

La piazza era deserta come tutte le notti mentre stavo seduto sugli scalini della chiesa parlando con il mio miglior amico e sorseggiando una birra.. La chiesa era un posto per me molto familiare dato che da anni cantavo nel coro.

Un rumore ci fece trasalire, era un grosso fuoristrada che si era fermato a lato della costruzione. Ci sembro’ strano, la chiesa qui e sempre aperta e spesso barboni e ubriconi vengono a smaltire o dormire.. e qualche volta bevono anche il vino della messa.. ma una macchina cosi’ costosa era fuori luogo.

Pensai che l’albero di natale allestito dentro la chiesa facesse gola a qualcuno.. i fedeli, su invito del parroco, avevano posto dei giocattoli sotto di esso da destinare ai bambini poveri..

Il fuoristrada riparti immediatamente senza che nesuno fosse sceso.. forse ci avevano visti.. la cosa mi insospetti’.. dissi al mio amico di andare e quando lui scompari’ alla vista feci il giro dell’isolato per poter tornare indietro. Come sospettavo il fuoristrada era li. Entrai silenzioso e mi diressi lentamente verso l’albero.. vidi due figure distinte.. un uomo ed una donna che reggevano due grossi sacchi.. ora alla luce li riconsoco.. lei viene spesso a messa una bella donna sulla quarantina, dalla mia posizione nel coro non mi sfugge nessuno.. lui invece viene di rado.. so essere suo marito.. stanno svuotando due enormi sacchi di giocattoli sotto l’albero.. lei mi vede e sorridendo si porta un dito sulle labbra.. poi si avvicina e sussurra.. “mi raccomando.. nessuno deve saperlo”.

Il giorno dopo faccio qualche domanda in giro.. hanno scoperto in modo definitivo ieri che non potranno mai avere dei bambini loro.

JF. Massachusetts

(citato a memoria da “Ho creduto che mio padre fosse Dio” )