Category: poesia


Serata strana.. ho la testa che inizia a sembrare un palloncino d’aria tanto la sento estranarsi da me.. sonno.. stanchezza.. sono qui a lavoro.. da 18 ore.. un eternità.. 18 ore a guardaer il PC.. a sentire la gente lamentarsi.. ed attaccarsi per stupidate.. di sentire impiegati che sono il manifesto del disimpegno su tutti i fronti.. (frase clou.. “io non andro’ a votare perchè son tutti uguali.. anche se spero perda berlusconi”)

In queste situazioni quasi da veglia onirica tutto si deforma.. inizi a sognare restando sveglio.. a sognare intanto di non essere qui..

poche chiachiere con quella che si sta rivelando una bella scoperta e ti fanno subito balenare l’idea di partire.. di mollare tutto..

riesci anche a fantasticare sull’idea di ribaltare la vita.. chiudere ogni contatto trasferirti a Berlino e li ricominciare da capo.. e sembra quasi di tornare indietro di qualche anno.. quanto il piccolo ribaltone lo feci davvero.. stupendo tutti quelli che mi erano vicini.. non troppo in realtà perchè tanto “lineare” non è che lo sia mai stato..

fra 5 ore saro’ di nuovo in ufficio e non so ancora a che ora andro’  via..

Un abbraccio a voi tutti.. vi lascio con una una poesia che adoro..

Fiesta
-Jacques Prévert

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia.

Lentamente

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)